Cani e conigli possono convivere?

cane-e-coniglioÈ possibile far convivere in armonia cani e conigli? Questa domanda non ha una risposta unica: dipende tantissimo dalla personalità di entrambi, ma soprattutto da quella del cane, che solo chi se ne prende cura può conoscere. La regola generale sconsiglia di tenere insieme un animale nato per la caccia e un timido erbivoro, tipica preda di qualunque carnivoro. I conigli sono animali che si stressano facilmente e un cane può rappresentare, oltre ad un reale pericolo per l’incolumità fisica, anche un costante stress psicologico, come una minaccia perennemente incombente. La possibilità di una convivenza dipende in gran parte dal cane e, più che dalla taglia, dalla sua indole e dal grado di obbedienza. Anche la razza va tenuta in considerazione. Ad esempio, cani da caccia, terrier e simili non sono proprio le razze più indicate per fare amicizia con un coniglio, perché l’istinto da “cacciatore” può essere difficile da tenere sotto controllo. Continua a leggere Cani e conigli possono convivere?

Quanto vivono i gatti?

Una delle mie gatte ha superato la veneranda età di 20 anni
Una delle mie gatte ha superato la veneranda età di 20 anni

La longevità nei gatti dipende da molti fattori: il patrimonio genetico del singolo individuo, l’ambiente, l’alimentazione e le cure fornite. La genetica determina il potenziale per la longevità, mentre gli altri fattori determinano la possibilità di raggiungere questa potenziale longevità. Per quanto riguarda la genetica, i gatti “comuni” vivono più a lungo dei gatti di pura razza.

Tra i fattori ambientali determinanti vi è il fatto di vivere esclusivamente in casa oppure di uscire all’aperto, e in particolare se l’ambiente esterno espone il gatto a  pericoli (investimenti, avvelenamenti, aggressioni da parte di cani, cacciatori senza scrupoli ecc.). In generale i gatti che vivono solo in casa sono al sicuro da questi pericoli e quindi possono vivere più a lungo. Nei gatti che escono all’aperto la prima causa di morte sono gli investimenti automobilistici, pertanto i gatti che vivono vicino alle strade non dovrebbero mai uscire di casa. Continua a leggere Quanto vivono i gatti?

I rettili hanno bisogno di compagnia?

rettili-compagnia-2In generale, i rettili in natura non vivono in gruppo: conducono una vita solitaria e si cercano solo al momento della riproduzione (e dopo l’accoppiamento, ognuno prosegue per la sua strada) sebbene a volte condividano lo stesso habitat per ragioni alimentari o di opportunità. In cattività costringere a convivere nello stesso ristretto ambiente del terrario (o del giardino) diversi soggetti può rappresentare uno stress notevole. Di per sé la cattività è già un fattore di stress per l’organismo dei rettili, in quanto l’ambiente artificiale e il confinamento in spazi angusti non può mai eguagliare l’ambiente selvatico: l’aggiunta di un ulteriore fattore di stress non è certo di aiuto. Lo stress è un fenomeno fisiologico che abbassa le difese immunitarie, rendendo l’organismo più debole e suscettibile a una varietà di malattie. Si possono inoltre verificare lotte o competizioni per il cibo e la fonte di acqua e di calore, destinando i soggetti più deboli o sottomessi a deperire lentamente. Continua a leggere I rettili hanno bisogno di compagnia?

Il fumo passivo danneggia anche gli animali da compagnia

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È nota da tempo la pericolosità del fumo di sigaretta, che contiene decine di sostanze tossiche e cancerogene, e che il fumo passivo è molto dannoso anche per la salute di chi, pur non fumando, vive accanto a un fumatore. Ciò che spesso non si considera, invece, è che anche gli animali da compagnia sono soggetti al fumo passivo e ai problemi che provoca. L’esposizione alle sostanze tossiche delle sigarette negli animali non avviene solo perché respirano il fumo ma anche perché si leccano il mantello: il fumo di sigaretta si deposita ovunque nell’ambiente, compreso il pelo di cani e gatti.

Gli effetti tossici su questi animali sono ormai ben documentati. Nei cani che convivono con un fumatore aumenta l’incidenza di malattie respiratorie (come asma e bronchite) e di cancro ai polmoni. Nei cani che hanno il naso lungo (come i collie) aumenta del 250% il rischio di cancro delle cavità nasali. Nei gatti il fumo passivo aumenta del 250% il rischio di sviluppare linfomi, tumori maligni delle cellule del sangue, e il rischio aumenta con l’aumentare degli anni di esposizione.

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Cosa i cincillà possono o non possono mangiare

cincilla-mangiaI cincillà sono roditori erbivori con una specializzazione molto spinta per una dieta costituita da erbe, foglie, rametti e radici. Hanno un apparato digerente particolarmente delicato e una dentatura specializzata che si altera in modo grave con un’alimentazione scorretta. Anche i cambi improvvisi di alimentazione sono molto pericolosi e possono causare gravi alterazioni intestinali, fino alla morte. Scegliere gli alimenti corretti è quindi fondamentale per assicurare loro una vita lunga e sana. Un cincillà nutrito correttamente non è troppo grasso, ha un mantello in condizioni ottimali e le sue feci sono asciutte, ben formate e sempre abbondanti!
Vediamo quali sono gli alimenti che dobbiamo offrire e quali evitare.

La dieta ideale

Fieno

Il fieno rappresenta l’alimento di base del cincillà e deve essere sempre disponibile. L’apparato digerente del cincillà ha bisogno della fibra contenuta nel fieno per funzionare adeguatamente. I denti di questo roditore crescono continuamente tutta la vita e hanno bisogno di consumarsi per restare di lunghezza costante. Questo avviene quando il cincillà mastica il fieno; una dieta inadeguata causa gravi alterazioni dentali impedendo all’animale di alimentarsi.
Sono indicati di fieni di graminacee, anche miste. Continua a leggere Cosa i cincillà possono o non possono mangiare

I conigli e il freddo

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Molti conigli pet passano del tempo o addirittura vivono costantemente all’aperto, in giardino o in terrazza. All’avvicinarsi della cattiva stagione molti proprietari si chiedono se possano soffrire il freddo e quali temperature siano sopportabili. Partendo dalla premessa che il coniglio dovrebbe vivere in casa con il resto della famiglia, poter correre all’aria aperta, in un ambiente sicuro, ha certamente dei benefici per la salute, in ogni stagione.

I conigli selvatici affrontano l’inverno senza grossi problemi, grazie alla pelliccia protettiva e al fatto di vivere in profonde tane sotterranee, che li isola dalle temperature estreme. Escono in cerca di cibo anche nelle gelide giornate invernali e corrono nella neve senza problemi. Tuttavia si sono acclimatati progressivamente e non passano dal comfort delle nostre case riscaldate a temperature intorno allo zero in un istante. Continua a leggere I conigli e il freddo

Il comportamento di foraggiamento nei pappagalli

foragingI pappagalli, come gli uccelli in generale, presentano un comportamento naturale che si chiama comportamento di foraggiamento. Come dice il nome, è un’attività che consiste nella ricerca del cibo e che tiene occupato l’animale come minimo sei ore al giorno ma spesso molto di più. I pappagalli in cattività hanno sempre a disposizione ciotole ripiene di cibo nutriente e non richiedono più di 20-30 minuti per nutrirsi. È evidente che rimangono parecchie ore in cui questi animali non sanno cosa fare e si annoiano, con evidenti ripercussioni negative a livello psicologico e la possibile insorgenza di problemi comportamentali. Un pappagallo che non sa cosa fare e che non ha una sufficiente interazione con i membri della famiglia può iniziare a impiegare un tempo eccessivo nella pulizia delle penne, arrivando a sviluppare una sindrome da autodeplumazione (strappamento delle penne), un problema molto comune nei pappagalli in cattività. Continua a leggere Il comportamento di foraggiamento nei pappagalli

Non usate il Frontline nei conigli

frontlineCapita spesso che i proprietari di conigli su consiglio del veterinario o del negoziante applichino al loro coniglio il Frontline (fipronil) con risultati disastrosi: crisi convulsive e altri sintomi neurologici, apparente cecità, anoressia e infine la morte.

IL FRONTLINE NEI CONIGLI E’ TOSSICO E PUO’ PROVOCARE LORO GRAVI DANNI NEUROLOGICI E LA MORTE. E’ risaputo da anni che non deve essere impiegato su di loro, anche se è un ottimo prodotto per cani, gatti e furetti. Se il veterinario o il negoziante vi consigliano di usarlo sui conigli (e per sicurezza anche sui piccoli roditori), avvertitelo del pericolo!

Ogni anno con il caldo e l’aumento delle pulci c’è il rischio che si scateni una “epidemia” di intossicazione da Fronline. Cercate di diffondere questa informazione per salvare altri conigli da questo pericolo. Non tutti i conigli a cui viene applicato mostrano sintomi, facendo credere ad alcuni veterinari incauti che non sia pericoloso.

Perché i carboidrati fanno male (molto male) ai conigli

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Pane, fette biscottate, dolci, merendine, focacce, pizza… tutte cose buonissime, ma non per i conigli. Lo stesso vale per i cerali contenuti nei mangimi. Perché questi alimenti, che i conigli trovano irresistibili, in realtà per loro sono dannosi e possono essere addirittura mortali?

La spiegazione sta nella flora intestinale, vale a dire l’insieme di batteri e altri microrganismi che i conigli, come tutte le specie animali, uomo compreso, ospitano nel l’intestino. La flora intestinale ha un ruolo particolarmente importante nel coniglio, perché è un erbivoro. La sua dieta naturale si basa sul consumo di erba e piante di campo, che contengono principalmente fibra (es. emicellulosa, cellulosa e lignina). L’apparato digerente dei mammiferi, coniglio compreso, non produce gli enzimi necessari alla digestione della fibra, che è affidata alla flora batterica; questa scinde la fibra in elementi più semplici producendo sostanze nutritive (tra cui aminoacidi e acidi grassi) che il coniglio può assimilare (questo invece a noi non accade: a noi la fibra non fornisce alcun nutrimento, anche se è fondamentale per la motilità e la salute dell’intestino). Continua a leggere Perché i carboidrati fanno male (molto male) ai conigli

Gli uccelli e il trucco del riflesso di conservazione

Gli uccelli hanno la fama di essere creature delicate, che muoiono facilmente appena si ammalano o che addirittura possono morire senza motivo. In realtà non è affatto così, ma  purtroppo questi animali non mostrano i segni di malattia come fanno cani e gatti; al contrario, hanno la caratteristica di nascondere sintomi come letargia, abbattimento e mancanza di appetito che normalmente accompagnano le fasi iniziali di un processo patologico. In questo modo nascondono malattie gravi fino a quando queste sono a uno stadio avanzato.

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Gli uccelli ammalati fanno ogni sforzo per apparire normali, soprattutto se osservati, fino a quando non stanno così male da non riuscire più a nasconderlo.

Questo comportamento peculiare, detto riflesso di conservazione, si spiega con la necessità di non attirare l’attenzione di potenziali predatori rivelando loro di essere una facile preda. I predatori infatti in un gruppo di potenziali prede puntano di preferenza i soggetti che appaiono in condizioni fisiche peggiori, più facili da catturare. Continua a leggere Gli uccelli e il trucco del riflesso di conservazione